Magliano in Toscana: “Ulivo della strega”, Abbazia di San Bruzio, necropoli etrusca di Santa Maria in Borraccia.
Passeggiare nell’oliveto dove dimora da secoli l’”Ulivo della strega” è un’esperienza che ripaga del lungo viaggio per raggiungere Magliano. Due cavalli al pascolo, uno di loro ci viene incontro e ci accompagna all’Ulivo. Maestoso, da 3.000 o 3.500 anni è muto custode di un intero territorio, tra le suggestioni e lo stupore degli abitanti che lo conoscono da sempre.
Attraversiamo tutto l’uliveto, con la vista che spazia fino al mare e puntiamo verso un altro dei motivi che ci ha spinti al viaggio: le rovine dell’Abbazia di San Bruzio. Ci giriamo più volte intorno e dentro, cercando di cogliere i significati nascosti dei bassorilievi ancora esistenti e dell’architettura veramente particolare.
Lo lasciamo dirigendoci verso la necropoli etrusca di Santa Maria della Borraccia, che però troviamo recintata e chiusa, da qualche tempo occorrere una prenotazione per la visita. Ma il panorama che si gode dalla collinetta è stupendo, non a caso è presente una panchina orientata vista mare.
Chiudiamo l’anello ritornando a Magliano. Qui la pioggia imminente ci costringe ad affrettare la visita al borgo fortificato e, soprattutto, al camminamento sopra le mura, che avrebbe meritato un po’ più di tempo.











